Pochi giorni fa un comunicato congiunto del Comitato olimpico e paralimpico dell’Arabia Saudita e del Consiglio olimpico d’Asia, l’organo che riunisce i comitati nazionali del continente, ha ufficializzato il rinvio a data da destinarsi dei Giochi asiatici invernali in programma nel 2029.La decisione non è stata inaspettata, dal momento che da mesi diversi osservatori lamentavano ritardi organizzativi e difficoltà strutturali nella costruzione di alcuni dei progetti più significativi che avrebbero dovuto costituire l’ossatura dell’ambizioso piano Vision 2030, attraverso il quale la monarchia saudita intendeva ritagliarsi un ruolo di primissimo piano nell’organizzazione dei grandi eventi sportivi.The Line e Trojena, i mega progetti nel portafogli di Bin SalmanI documentati ritardi nell’ambito del piano riguardano progetti di cui si è a lungo discusso negli ultimi anni, e che avrebbero dovuto certificare il ruolo dell’Arabia Saudita come attore di riferimento tra le monarchie del Golfo, ma anche a livello mondiale. Oltre la produzione di petrolio, quindi. Tra questi ci sono The Line, l’avveniristica città che, nelle ambizioni del principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman, si sarebbe dovuta sviluppare su una linea retta lunga circa 170 chilometri e larga 200 metri e che avrebbe dovuto ospitare fino a 9 milioni di persone entro il 2030. C’è poi Trojena, un immenso progetto architettonico che avrebbe dovuto trasformare un’area montuosa e desertica della provincia di Tabuk, nell’estremo nordovest dell’Arabia saudita, in una lussuosa meta sciistica per la promozione turistica e sportiva del Paese.Un video che celebra il progetto di NEOM