Il clan Raia due anni fa aveva sconfitto militarmente con una guerra lampo i Notturno, nelle aree del lotto TA e TB di Scampia, occupando in solitaria il territorio e gestendo le attività illecite rispettando i vincoli di sangue: al vertice c'era sempre un componente della famiglia, sostituito subito nel caso di arresti. Ma ieri la cosca emergente ha subito una dura sconfitta dallo Stato, come ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri durante la conferenza stampa: "Stiamo dimostrando che non ci sono zone franche in Campania".
Gestiva i vertici rispettando rigorosamente i vincoli di sangue, il clan Raia, ai cui presunti componenti oggi i poliziotti della Squadra Mobile della questura di Napoli (sezione "Criminalità organizzata" coordinata dal vice questore Giuseppe Sasso) e i carabinieri del gruppo di Napoli hanno notificato 13 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale su richiesta della procura antimafia. Sono stati anche sequestrati droga e soldi.
A illustrare l'operazione sono stati il procuratore Gratteri, il procuratore aggiunto Sergio Amato, il capo della Squadra Mobile Giovanni Leuci e il tenente colonnello Giuseppe Musto, comandante del Gruppo Napoli. "Una caratteristica è quella della gestione dei Raia su base dei vincoli di sangue - ha spiegato Leuci - per ogni componente di vertice arrestato c'era sempre uno pronto a ereditare lo scettro, anche prendendo ordini dal parente arrestato che si teneva in contatto via cellulare".






