Una doppia consulenza tecnica per scoprire la dinamica dell’incidente in cui è ha perso la vita Davide Borgione. Una doppia équipe di esperti – nominati dalla procura e dalle difese – per capire come è morto “Borgio”. Aveva solo 19 anni. Due squadre al lavoro per trovare conferme alla tesi principale, escludere le piste alternative a quella della caduta – a partire dall’ipotesi dell’urto - e per non lasciare, in generale, nulla di intentato.
Due consulenze per capire
Dieci giorni dopo la morte di Davide, lo studente di Economia trovato a terra con la testa spaccata all’angolo tra via Nizza e corso Marconi, la procura ordina - il 4 e il 5 febbraio - nuovi accertamenti irripetibili. I primi hanno l’obiettivo di analizzare i resti organici del ragazzo, per capire se avesse malattie pregresse, in quale stato di salute si trovasse al momento del fatto e se avesse bevuto. Ipotesi, quest’ultima, compatibile con il fatto che avesse trascorso una serata in discoteca con gli amici, ma che non attenua la gravità (anche morale) delle presunte responsabilità di chi, la notte tra il 23 e il 24 gennaio, ha visto Davide a terra e non lo ha soccorso.
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