VENETO - C’è chi ricorre al latino, come il governatore Alberto Stefani: «Nulla salus extra ecclesiam», non c'è salvezza fuori dalla Chiesa (sottinteso, la Lega). E chi, come il predecessore e oggi presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, punzecchia: «L’uscita di Vannacci non mi sorprende. È la conferma, vista la “lunga” carriera che ha avuto in Lega, neanche un anno, che ha preso atto di essere un corpo estraneo».
La notizia dell’addio alla Lega da parte del Generale del Mondo al Contrario anima i capannelli a Palazzo Ferro Fini e fa discutere più della ripresa della trattativa a Roma sull’Autonomia. Zaia, che le cronache nei giorni scorsi avevano ripetutamente indicato tra i più contrari alla presenza di Vannacci nel partito e a una politica di destra “liberticida”, non si fa pregare: «Vannacci? Un corpo estraneo. Probabilmente aveva un altro progetto, non ha trovato il substrato per farlo crescere in Lega e oggi decide di camminare sulle sue gambe. Vedremo quale sarà il potenziale di questa sua marcia che farà in solitaria». A chi gli chiede se Vannacci dovrebbe dimettersi da europarlamentare, Zaia non ha dubbi: «È innegabile che quel seggio senza la Lega non l'avrebbe mai avuto». Forse ha trovato un clima ostile nel partito? «Il segretario è stato fin troppo inclusivo e comprensivo, dopodiché non conosco le dinamiche di questa sua dipartita. Però è pur vero che è un film di cui sapevamo quale sarebbe stata la fine. Vorrei sottolineare che questa grande militanza in Lega è durata meno di un anno, e che se Vannacci è quello di oggi può ringraziare solo il mio partito, che ha investito su di lui alle Europee l'anno scorso e gli ha permesso di avere un seggio». «Il nostro movimento - aggiunge - è un movimento molto identitario, e l'identità non prescinde dal fatto che bisogna condividere fino in fondo le idee. Evidentemente fin dal primo istante abbiamo capito che le idee erano altre». Sono immaginabili altre defezioni? «Potrà anche accadere, però noi andiamo avanti per la nostra strada, di certo non stiamo qui a stracciarci le vesti perché Vannacci se ne va via».













