Niente corsa alla Luna, per febbraio. Nella prova generale di inizio febbraio, ci sono state delle perdite pericolose di carburante nel vettore, come nel caso della precedente missione Artemis I. Allora furono risolte senza particolari problemi in qualche mese, diciamolo subito prima che si gridi al fallimento o peggio.

Questa volta il volo di Artemis II, dalla Terra alla Luna e viceversa, è più lungo, 10 giorni, più complesso, arriverà nel punto più distante dalla Terra mai raggiunto da esseri umani, e soprattutto porterà quattro astronauti nella capsula Orion di Nasa attorno al nostro satellite. Ovvio quindi che la cautela sia massima: già è grave perdere un qualunque satellite, figuriamoci questo potente e perfezionato mezzo, supportato da un complesso modulo di servizio fornito dall’Europa che, soprattutto, trasporta astronauti: la vita prima di tutto.

Artemis, che deve riportarci sulla Luna, questa volta per restarci e far partire una vera e propria economia lunare, è un progetto Nasa, cui aderiscono 60 nazioni e agenzie, fra cui quella italiana e quella europea, cui a sua volta l’Italia aderisce in modo sostanziale, col terzo finanziamento annuale assieme a Francia e Germania, che recentemente hanno fatto man bassa delle direzioni dell’agenzia senza badare troppo al nostro contributo.