«Lacrimogeni e idranti non bastano più contro quei terroristi»: è la sentenza dei sindacati Siulp, Sap, Coisp e Fsp, che ora chiedono nuove dotazioni e regole più stringenti per fermare i manifestanti violenti. Una richiesta presentata al capo della polizia Vittorio Pisani, che ieri ha fatto visita al Reparto mobile di Torino dopo gli scontri di sabato al corteo in sostegno ad Askatasuna.

Al ritorno a Roma, Pisani ha “inoltrato” tutto al Consiglio dei ministri che sta decidendo una nuova stretta sulla sicurezza: «Quei manifestanti appaiono organizzati secondo logiche e tecniche paramilitari, equipaggiati per attentare alla vita delle forze dell’ordine – scrivono in una nota i quattro sindacati di polizia – Per questo servono equipaggiamenti moderni e innovativi». I rappresentanti degli agenti vogliono anche una revisione delle leggi, proprio come ipotizzato dal governo. Si parla di istituire il fermo preventivo, per esempio: «Noi abbiamo chiesto un intervento normativo serio e incisivo, che superi logiche simboliche e preveda reali sanzioni penali. In particolare, l’arresto differito andrebbe reso pienamente efficace e assimilato a quello già previsto per le manifestazioni sportive, prevedendo l’obbligatorietà in arresto nei casi di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Le misure devono includere pene detentive e percorsi di rieducazione, anche per i minorenni, con coinvolgimento diretto delle famiglie, anche sotto il profilo della responsabilità economica».