VENEZIA - L'anno scorso ha conquistato il sostegno della Corona inglese al suo progetto. In queste settimane sta organizzando un'altra "missione", stavolta tra New York e Washington, alla ricerca di nuovi finanziatori. Mentre, con il suo gruppo di ricercatori, sta scoprendo nuovi particolari anche sulle origini del teatro seicentesco di San Cassiano. Non demorde Paul Atkik, l'imprenditore e musicologo inglese che vuole ricostruire a Venezia quello che fu primo esempio di teatro pubblico d'opera al mondo. Progetto ambizioso che, sull'esempio di quello che fa il Globe di Londra con le opere di Shakespeare, vuole realizzare a Venezia un centro di riferimento internazionale per l'opera barocca, con un teatrino copia fedele di quello di San Cassiano del 1637, dove mettere in scena il repertorio dell'epoca in modo storicamente consapevole. Atkin ci lavora a tempo pieno da almeno dieci anni. Gli ultimi passati a Venezia dove ha preso casa e residenza. Con un passato da consulente finanziario di successo nella City, sta investendo milioni ed energie in quella che è diventata la sua missione.
«Venezia ha dato al mondo l'opera barocca. In quel piccolo teatro è scoccata la scintilla che ha fatto innamorare il mondo - ripete -. Un patrimonio immateriale di Venezia che deve rivivere. In questi anni mi sono innamorato della città e dei veneziani. E mi senso ancora più in dovere di portare avanti il progetto. Per la musica e per la città». Parole appassionate, come sempre, stavolta più cariche di ottimismo. «Mai come adesso siamo vicini a chiudere tutto. Resta difficile, ma in quattro, cinque anni possiamo realizzare il progetto. Ovviamente si tratta di collaborare meglio con il Comune». Lo scoglio da superare resta l'acquisizione del sito dove ricostruire il teatro. Ormai da più di due anni Atkin, con la sua società, la San Cassiano Group, punta su Palazzo Donà Balbi, l'ex sede del Provveditorato agli studi in riva de Biasio, di proprietà della Città metropolitana. Nel progetto affidato all'architetto Jon Greenfield - non a caso lo stesso del Globe - si immagina di ricostruire il teatrino in legno nell'area verde sul retro, al posto di alcuni edifici minori del complesso; mentre il palazzo, una volta restaurato, diventerebbe un centro dedicato all'opera barocca, con museo, biblioteca, centro visitatori e ristorante.






