Quella chioma riccia color delle carote. Ribelle a modo suo, perché un po’ lo era: professionale, stimata e stimatissima, ma visionaria (è stata lei a fondare la Sipa, la Scuola italiana di psicoanimazione), ante litteram (ha rappresentato il volto della campagna contro gli abusi e i maltrattamenti sui più piccoli già agli inizi degli anni Novanta), libera pensatrice sempre lì, incrollabile, irremovibile, dalla parte dei bambini.

E' morta ieri nella sua Roma Maria Rita Parsi: psicologa, psicoterapeuta, docente, scrittrice (più di cento libri pubblicati), sceneggiatrice televisiva (ha collaborato alla serie tivù Professione vacanze con Jerry Calà, tra l’altro un suo ex paziente), conduttrice (un programma su tutti: Junior Tv), giornalista pubblicista regolarmente iscritta all’albo del Lazio (ha collaborato, tra le altre testate, col Messaggero, Oggi, La Nazione, Donna Moderna e Starbene), membro del Comitato dell’Onu sui diritti del fanciullo, componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, un curriculum che a metterlo assieme tutto, a non dimenticarsi niente, non ci basta questa pagina di Libero. Aveva 78 anni, Parsi: ha dedicato l’intera sua esistenza prima allo studio e poi alla difesa della vita dei bimbi.