MILANO - In Corea si usa il termine “Son-nim” per indicare il corretto modo per accogliere un ospite di riguardo. Tradizione che, con i dovuti distinguo, è molto affine alla nostra cultura. Infatti quest’anno spetta proprio all’Italia aprire le porte a Genesis, il marchio premium del gruppo Hyundai. Già presente nel Vecchio Continente dal 2021 in Germania, Svizzera e Regno Unito con ottimi riscontri, il brand nato a Seoul in poco più di dieci anni di vita è riuscito a farsi largo in un settore estremamente competitivo. A parlare sono senz’altro i numeri che vedono Genesis stabilmente tra i primi dieci marchi premium a livello globale, forte delle oltre 1,5 milioni di auto vendute in più di 20 mercati. Ma in un settore in continua evoluzione, dove la cura nei dettagli, la qualità e l’efficienza sono ormai un caposaldo, bisogna avere la capacità di distinguersi. Ed è per questo che in Genesis hanno coniato il termine “Disruption, Refined” ovvero la volontà di rimettere in discussione ciò che viene dato per scontato rompendo gli schemi in un segmento che, forse, sta diventando troppo statico.

Si cerca quindi di guardare le cose da una nuova prospettiva mettendo sempre al centro dell’attenzione le persone. Ed è qui che entra in gioco il linguaggio stilistico “Athletic-Elegance” che, se all’apparenza può sembrare quasi un ossimoro, grazie al design riesce a fondere le forme pulite ed essenziali con l’eleganza di un gesto atletico e dinamico. Infine il già citato “Son-nim” che si apprezza quando guidatore e passeggeri salgono a bordo delle Genesis. Qui la cura nel dettaglio diventa quasi maniacale, con pellami e tessuti scelti con attenzione, oltre alla perfetta armonizzazione con la parte tecnologica per accompagnare l’esperienza di viaggio in modo naturale e confortevole. Come il Mugunghwa, il fiore d’ibisco simbolo della Corea del Sud che rappresenta la perseveranza e la vitalità del popolo asiatico, anche Genesis sboccerà nel nostro Paese in primavera con una gamma totalmente elettrica e composta da tra modelli.