Il Comune di Genova intende valutare altre pedonalizzazioni a titolo definitivo, seguendo l’esempio del recente iter applicato a piazza Remondini, nel quartiere di San Martino, anche con il preciso obiettivo di «aumentare la sicurezza e la coesione sociale». È quanto emerso ieri pomeriggio a Palazzo Tursi, in occasione della Commissione Comunale avente per oggetto “Aggiornamento sulle pedonalizzazioni domenicali”, richiesta dalle minoranze in Sala Rossa.
A partecipare, sia l’assessore alla Mobilità, Emilio Robotti, che la sua collega all’Urbanistica, Francesca Coppola. Secondo Robotti, «l’obiettivo della Civica amministrazione è quello di istituire aree pedonali laddove possibile, e con un confronto condiviso con la cittadinanza». Ecco uno dei motivi delle «sperimentazioni delle domeniche pedonali, che seguiranno con altre date, al fine di migliorare la sostenibilità e la vivibilità degli spazi urbani».
Il rappresentante della Giunta Salis ha parlato del successo dell’iniziativa a Oregina e a San Fruttuoso, nonché ricordato la vicenda di Pegli, «probabilmente l’unica con scarso esito, anche perché in alcuni casi la comunicazione non è stata efficace ed è mancata la collaborazione con le attività commerciali». Robotti ha portato l’esempio di piazza Remondini, «dove la pedonalizzazione è diventata definitiva, e questo ha sicuramente migliorato la vita delle persone che vivono e frequentano quella zona. Per questo parliamo di un modello replicabile». Tra gli aspetti su cui occorre ancora lavorare ci sono, secondo il Comune: «Un miglioramento del verde urbano, attraverso sedute, verde e spazi culturali per aumentare l’attrattività e la fruizione degli spazi pedonalizzati; e la necessità di accompagnare pedonalizzazioni con eventi e attività per favorire vita collettiva e rigenerazione urbana».







