Non si arresta la fuga dall’ora di religione nelle scuole italiane. E a poco sembrano servire i ricorrenti appelli delle autorità ecclesiastiche che caldeggiano la scelta della disciplina a ogni inizio d’anno scolastico: le classi sono sempre meno affollate quando entra il docente di religione e la spesa a carico del bilancio dello stato cresce. A confermare l’esodo la stessa Cei, la Conferenza dei vescovi, che alcuni giorni fa ha pubblicato l’annuale tabella sugli alunni della scuola italiana che si avvalgono o meno dell’insegnamento in questione. Il trend tracciato dai dati raccolti dall’Ufficio Religione cattolica della Cei sembra inarrestabile, nonostante i continui interventi da parte delle autorità ecclesiastiche che invitano famiglie e studenti ad avvalersi della disciplina. L’ultimo lo scorso 7 gennaio a ridosso dell’apertura delle iscrizioni all’anno 2026/2027.
Ora di religione per l’80% di studenti, la Cei: “Necessaria in un quadro di analfabetismo religioso”
di Iacopo Scaramuzzi
I numeri del fenomeno
I giovani stanno cambiando in maniera rapida. Nel 2024/2025 la quota di alunni totali che non si avvalevano dell'insegnamento della religione cattolica era del 18%, quasi uno su cinque. Due anni prima (la Cei non ha pubblicato i dati del 2023/2024) i cosiddetti non avvalentisi si fermavano al 16%. E cinque anni prima, nel 2019/2020, la percentuale era ancora più bassa: il 14%.






