La legge di Bilancio 2026 ha prorogato, anche per quest’anno, la possibilità di richiedere l’APE sociale: si tratta di un’indennità (APE sta per anticipo pensionistico) a carico dello Stato, al massimo pari a 1.500 euro mensili, corrisposta dall’Inps fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione di vecchiaia.
Va ricordato che l’APE sociale è una misura introdotta nel 2017 e poi via via prorogata dalle leggi successive: è una tutela dei soggetti più deboli e, di fatto, si tratta della sola forma di anticipo della pensione - oltre ai prepensionamenti nelle aziende in crisi - rimasta in vigore anche nel 2026, mentre diverse altre formule messe in campo negli scorsi anni (quali Opzione donna, Quota 100, 102 e 103) sono terminate, salvo il fatto che potranno ancora fruirne coloro che abbiano raggiunto i requisiti previsti prima delle rispettive scadenze.
L’APE sociale prevede che, a partire dal mese successivo alla domanda (presentata direttamente a Inps oppure tramite un Patronato), venga corrisposto un assegno mensile per 12 mensilità nell'anno: ci sono tre scadenze, la presentazione delle domande deve avvenire entro il 31 marzo 2026, il 15 luglio 2026 e, comunque, non oltre il 30 novembre 2026.






