Aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza. È quanto accaduto alla giornalista del programma «Far West» Bianca Leonardi e al suo filmmaker durante il corteo indetto in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna dello scorso 18 dicembre. «Erano tutti incappucciati e vestiti di nero. Il sole era tramontato da poco e stavano preparando la guerriglia. Ci trovavamo nel quartiere Vanchiglia ed erano pronti a dirigersi verso lo stabile di Corso regina Margherita 47. Stavo facendo le riprese come tanti altri giornalisti presenti quando mi hanno tirato una spinta e intimato di smetterla. Subito dopo mi hanno tirato due schiaffi e mi hanno iniziata a strattonare per il braccio fino a rubarmi l’osmo (la telecamerina). Ho ancora dolore. A quel punto è arrivato il mio operatore che stava a pochi metri di distanza e anche lui ha iniziato a ricevere calci. Non intendevano fermarsi, hanno continuato a colpirci fino a quando non siamo stati costretti ad uscire dal corteo». È l’inizio del racconto choc di Bianca Leonardi, che mai si sarebbe aspettata di dover vivere sulla propria pelle la violenza degli antagonisti.
Quindi siete stati minacciati e bersagliati con dei sassi. Avete dovuto abbandonare il corteo per via dell’attrezzatura ormai rotta?








