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Ultimo aggiornamento: 7:41

Un appello indirizzato alla Mattel a seguito della decisione aziendale di creare e vendere, tra i vari prodotti, anche la Barbie autistica, che è stata considerata “una scelta inopportuna, confusa, che enfatizza solo pochi aspetti di una miriade di caratteristiche e peculiarità delle singole persone con autismo”. Ilfattoquotidiano.it ne ha parlato con Fabrizia Rondelli, autrice dell’appello oltre che presidentessa dell’Ortica di Milano, associazione che lavora con persone autistiche che ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro nel 2022 ed è tra i fondatori della Fondazione Oltre il Blu che ospita presso Cascina Croce Piaggi in Val di Nizza (Pavia) il laboratorio della Banda dell’Ortica con un progetto inclusivo per adulti autistici in vista del Dopo di noi che intende favorire l’autonomia abitativa e lavorativa di adulti con disturbo dello spettro autistico e con altre disabilità attraverso periodi di vacanza, soggiorni temporanei, fino a una permanenza stabile in un contesto comunitario.

Nell’appello la Banda dell’Ortica si rivolge alla Mattel che ha inserito la bambola autistica nella linea Fashionistas, la collezione ideata per rappresentare la pluralità di corpi e condizioni, in un progetto iniziato nel 2019 quando l’azienda per la prima volta ha introdotto bambole con disabilità. Va detto che il mondo delle associazioni è diviso sulla positività o meno della creazione della Barbie autistica da parte di una delle principali case di giocattoli a livello mondiale. “Il messaggio che arriva, soprattutto a chi non conosce l’autismo, è sbagliato e fuorviante – sostiene Rondelli – perché ci sono molteplici caratteristiche che potrebbero, se proprio se ne sente la necessità, delineare una sorta di eventuale profilo di una persona con autismo. E se così fosse allora dovrebbero fare decine di bambole differenti tra loro, o avrebbero potuto creare un Ken visto che in percentuale gli uomini con autismo sono in netta maggioranza rispetto alle donne”.