Dopo oltre un anno di indagini si è arrivati a una svolta agghiacciante nella morte della piccola Alessandra, la bambina di appena 4 anni che perse la vita a Tufino, nel Nolano. Quella che per mesi era stata raccontata come una tragica fatalità domestica si sarebbe rivelata tutt’altro: i due zii affidatari della minore sono stati arrestati con l’accusa di omicidio aggravato. Alessandra era stata affidata a loro per essere sottratta a un contesto familiare problematico, ma proprio in quella casa avrebbe trovato violenze e abbandono.

La notte tra il 13 e il 14 dicembre 2024 gli zii avevano parlato di una caduta accidentale dalle scale. Una versione che ha iniziato a vacillare fin da subito. Il medico del 118 intervenuto per constatare il decesso aveva infatti rilevato condizioni incompatibili con un semplice incidente: il corpo della bambina presentava segni evidenti di maltrattamenti, bruciature, lividi e uno stato di grave denutrizione.

La Procura di Nola ha ricostruito mesi di sofferenze cominciate nell’estate del 2024, quando la bambina era stata collocata presso la coppia dopo la sospensione della responsabilità genitoriale ai genitori biologici. Le indagini, basate su intercettazioni, messaggi e interrogatori, hanno delineato un quadro di sistematica incuria, definita dagli inquirenti come "child neglect". Alessandra veniva privata del cibo in modo continuativo, fino a raggiungere una condizione "cachettico", con un deperimento fisico tale da annullare le difese dell’organismo.