Donald Trump si è impegnato ad abbassare i toni e riportare la calma in Minnesota e nel resto d'America, sceso in piazza contro gli agenti dell'Ice.
Ma le sue azioni contraddicono le parole: agli agenti federali dell'immigrazione sono infatti stati ampliati i poteri così da poter effettuare arresti senza mandato di persone sospettate di trovarsi illegalmente negli Stati Uniti.
La comunicazione a uso interno dell'agenzia circola da alcuni giorni ma è emersa solo ora, mentre Liam Conjes Ramos, il bimbo di cinque anni fermato insieme al padre a Minneapolis e trasferito in un centro migranti in Texas, è stato rilasciato ed è tornato a casa.
L'amministrazione probabilmente sperava che la circolare passasse inosservata, invece vari media l'hanno rilanciata alimentando le polemiche contro quell'Ice che ha già causato lo shutdown del governo. La paralisi è destinata a essere limitata e martedì sarà probabilmente risolta, ma lo stop mostra le difficoltà della Casa Bianca di fronte alle politiche sui migranti, cavallo di battaglia che ha riportato Trump alla presidenza divenuto ora un tallone d'Achille del governo.
Le tensioni a Minneapolis hanno costretto il tycoon a tendere una mano ai democratici e raggiungere un accordo per il finanziamento del governo in cambio di modifiche alle politiche che governano gli agenti federali. Non è ancora chiaro quali cambiamenti saranno introdotti: le due parti hanno due settimane per negoziare una stretta sull'Ice. I democratici chiedono un codice di condotta, l'obbligo di indossare la bodycam e il divieto di maschere che coprono il viso. Quello che otterranno è tutto da vedere. Di sicuro i liberal sono convinti di avere il coltello in mano, come dimostrato dal fatto che è stato proprio Trump a chiamare il 'nemico' Chuck Schumer, il leader dei democratici in Senato per spuntare un accordo.






