PADOVA - Un bisbiglio. Sussurrato il 21 novembre 1963 sul palco del Coliseum di Houston e rimasto impresso su una registrazione che è stata decifrata solo oggi, grazie al lavoro dei Ris di Parma che hanno eliminato i rumori di fondo, in modo da rendere comprensibile quel brevissimo, ma inquietante, dialogo.
Poche frasi, ma sufficienti a gettare una nuova luce su un assassinio che ha segnato la storia mondiale del secolo scorso e che tuttora è avvolto da un alone di mistero: l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy.
A far sì che il reparto specializzato dei Carabinieri, noto per l'eccellenza scientifica nelle indagini forense, si occupasse di quel frammento di conversazione tra il vice presidente Lyndon Johnson e il deputato Albert Thomas, è stato un medico padovano, Aldo Mariotto, direttore sanitario dell'Ulss 6 Euganea, che dal 2003, anno della sua prima visita a Dallas, dove si era recato per la specialità, si interessa della storia del presidente degli Stati Uniti, ammazzato nella Dealey Plaza della città texana il giorno dopo quell'inquietante scambio di battute.
Una passione grande la sua, che lo ha indotto a spulciare migliaia di documenti, leggendo oltre 150mila pagine su quanto accadde il 22 novembre del 1963. E adesso ha deciso di trasferire in un libro ciò che è emerso dalle sue ricerche: si intitola "L'ultima cena. Dal Texas alla Luna: nuove rivelazioni sull'assassinio di John F. Kennedy" (edizioni Pendragon"), uscito di recente e che durante le prime presentazioni ha fatto registrare il tutto esaurito a dimostrazione di quanta attenzione ci sia ancora oggi su una vicenda che sconvolse il mondo: tre spari che sembrano andare ben oltre la follia di un singolo attentatore, Lee Oswald.







