VENEZIA - A vedere i canali pieni zeppi di pesci ormai i veneziani si sono abituati, soprattutto nei mesi più freddi, tra dicembre e febbraio, quando attirati dal calore delle acque interne, i cefali si radunano in gruppi così numerosi da far sembrare le acque nere. Ma che questi potessero arrivare addirittura a invadere una calle, no, fino a ieri sembrava una scena possibile solo in un film se non in un sogno. Eppure, venerdì mattina sui masegni di Calle Del Cappello Nero, alle spalle delle Procuratie Vecchie a San Marco, decine di pesci sono sbucati della feritoia di un tombino e hanno occupato buone parte del selciato.
Testimone dell'insolita apparizione è stata Caterina Schiavon che, passando di lì, non ha potuto fare a meno di fotografare la scena e postarla sui social. «Per evitare l'acqua alta sotto alle Procuratie, ho preso quella calle e all'improvviso ho visto sbucare dal gatolo, cioè dal tombino, alcuni pesci vivi racconta. Una scena che mi ha lasciata lì per lì senza parole, non potevo credere ai miei occhi. In tanti anni non mi era mai capitato di vedere una cosa simile». Passato lo straniamento iniziale, ha quindi deciso di immortalare il momento per testimoniare ciò a cui altrimenti difficilmente si sarebbe potuto credere: «Una scena molto brutta, vedere dei pesci ancora vivi annaspare sui masegni e poi accorgersi che poco più avanti una signora, nel tentativo di ripulire la calle, li stava raccogliendo armata di secchio e paletta per rigettarli in canale dal ponte vicino, più morti che vivi. Mi è venuto in mente la surreale pioggia di pesci di "Kafka sulla spiaggia" descritta da Murakami, con la differenza che qui mancava del tutto quell'atmosfera onirica».







