Arroccato su una collina che domina la baia della storica Cartagine, il villaggio bianco e blu di Sidi Bou Saïd, in Tunisia, è una tappa obbligata per i turisti. Ma questo gioiello del patrimonio, già fragile, è ancora più minacciato dalle recenti intemperie, le stesse che hanno messo in ginocchio Niscemi e devastato la Sicilia e il Sud.
Piogge "eccezionali", di intensità senza precedenti negli ultimi 70 anni secondo l'Istituto Nazionale di Meteorologia del Paese nordafricano, e che hanno causato almeno cinque vittime, hanno colpito diverse regioni del paese, tra cui la periferia settentrionale di Tunisi, dove appunto si trova Sidi Bou Saïd. Da allora, alcuni dei suoi vicoli tortuosi, famosi per le loro bouganville rosa e le tradizionali porte in legno borchiato, sono disseminati di rocce staccatesi dal pendio. Altri sono bloccati da grandi quantità di terreno argilloso.
"La situazione è delicata" e "richiede un intervento urgente", ha racontato all’agenzia di stampa France Presse Mounir Riabi, direttore regionale della Protezione Civile di Tunisi. "Alcune case sono minacciate da un pericolo imminente", ha aggiunto. Sidi Bou Saïd, sito protetto in Tunisia, immortalato dal Paul Klee e luogo di residenza degli scrittori André Gide e Michel Foucault, è un sito candidato all’iscrizione nella lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco. La collina non è stata teatro di una frana drammatica come quella di Niscemi. Ma i residenti dichiarano di aver pensato che le loro case potessero crollare.






