La leggenda è tornata. Anzi, non si è mai fermata. La clamorosa vittoria di Novak Djokovic su Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open ha ribaltato pronostici e certezze, restituendo al tennis un Djokovic feroce, lucido, immortale. Un successo al quinto set che ha interrotto la corsa dell’azzurro verso una finale annunciata e che ha riacceso il dibattito su cosa significhi davvero essere un campione assoluto.
A leggerla senza giri di parole è Adriano Panatta, che nel podcast La Telefonata ha analizzato la partita partendo dall’impresa del serbo. “Il fenomeno ha sconfitto l’uomo imbattibile: farlo a quasi 39 anni è fuori dal mondo“, ha detto l’ex campione azzurro, sottolineando come Djokovic abbia saputo trasformare le difficoltà in energia pura nei momenti decisivi.
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Secondo Panatta, il match si è deciso tutto lì: nella capacità di Djokovic di esaltarsi sotto pressione e di far pesare ogni singolo punto che contava. Sinner, al contrario, ha pagato le occasioni mancate e un filo di rigidità nei frangenti chiave, proprio quando il livello emotivo della sfida si è alzato.







