Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 9:31

Una cartolina da terre lontane per rinfrescare l’immagine piatta di un leader che in casa sta pericolosamente perdendo linfa politica. Keir Starmer, dalla Cina con furore e con la doppia missione di rinsaldare relazioni vitali all’economia domestica, e di inviare a chi deve coglierlo (in USA quanto a Bruxelles) un messaggio politico: sono un giocatore con tante carte nella manica sul tavolo internazionale, in un momento di insicurezza geopolitica, instabilità economica e assi di potere vacillanti. Trump accusa il colpo e contrattacca: per il Regno Unito fare affari con la Cina è pericoloso, così come per il Canada (su cui pendono tariffe punitive).

Così, il premier britannico cerca con il presidente Xi Jinping una “relazione più sofisticata basata su fiducia e rispetto reciproco”, per “collaborare su aree di comune interesse (come economia, immigrazione clandestina, scambio di informazioni e lotta all’ immigrazione illegale) ma anche “ per intessere un dialogo più significativo sui temi in cui i due leader non sono d’accordo”. Nel suo storico viaggio a Pechino, alla fine Starmer ha trovato per espressa dichiarazione del presidente cinese una “relazione di lunga durata, consistente, comprensiva e strategica, a beneficio dei due paesi e del mondo intero. Non un’opportunità ma una necessità”.