Angelo Foletto è stato una figura imprescindibile della critica e della divulgazione musicale. Ho sempre stimato in lui la profondità della conoscenza e della comprensione del repertorio e della partitura. Negli anni del mio percorso scaligero Foletto ha saputo riconoscere le ragioni di scelte di repertorio talvolta apparentemente scomode, inclusa la recente decisione di inaugurare la stagione con Una Lady Macbeth di Mzensk di Šostakovič. Questa competenza era frutto degli studi musicali ma anche di una lunga frequentazione professionale dei teatri, e gli ha permesso di raccontare come nessun altro la musica ma anche l’ambiente e il complesso del sistema musicale del Paese. Il suo legame più stretto tuttavia era senza dubbio con la Scala, il teatro dove da giovane per qualche anno ha fatto anche l’archivista e che ha seguito lungo tutta la sua vita professionale.
Angelo Foletto, autorevolezza e signorilità
di Carlo Annovazzi
Va ricordato anche il rapporto con la Filarmonica, per cui ha registrato per anni le introduzioni alla trasmissione dei concerti. Per decenni è stato una presenza costante in sala e spesso anche in tournée, e le sue critiche su Repubblica e su tante testate specializzate avevano sempre il carattere dell’onestà oltre che della conoscenza.







