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30 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:39

La forbice si allarga: 2650 punti dal numero 1 del mondo, che domenica potrebbero diventare ben 3.350. La sconfitta di Jannik Sinner nella semifinale dell’Australian Open contro Novak Djokovic non ha solo un peso sportivo o emotivo, ma ha anche un peso quantificabile e traducibile nel ranking mondiale. Il piano dell’azzurro di tornare al numero 1 del mondo in tempi brevi si è complicato di colpo. E questo nonostante Sinner non debba difendere punti da qui fino ai prossimi Internazionali d’Italia (causa sospensione per il caso Clostebol nella passata stagione).

Una sconfitta che rappresenta una grande delusione per l’azzurro, al termine di un torneo in cui si è vista a sprazzi la sua versione migliore. E anche contro Djokovic è stato così. Sinner ha lottato fino alla fine, il serbo è andato oltre i propri limiti, ma due palle break sfruttate su un totale di 18 è davvero troppo poco. A pesare poi sono quelle 8 chance nel quinto set tutte mancate. Per bravura di Nole certo, ma non solo. Per Sinner alla fine in questo Australian Open non ci sono state prestazioni al cento al cento. L’unica uscita davvero convincente è stata nel quarto di finale contro Ben Shelton. Ma anche in quella occasione, a un certo punto, si era palesato quel leggero calo fisico che già era emerso contro Luciano Darderi agli ottavi. Momenti gestiti però ottimamente. Il tutto senza poi considerare la crisi di crampi al terzo turno con Eliot Spizzirri. Insomma, non è stato assolutamente un torneo insufficiente quello di Sinner, ma nemmeno un appuntamento giocato ai livelli a cui l’altoatesino ci ha abituato.