«Le liste di proscrizione non si adattano a una democrazia liberale come la nostra ma soltanto ai regimi. Giorgia Meloni faccia ritirare questa iniziativa di Azione Giovani», chiede la segretaria del Pd, Elly Schlein, alla Camera. «La schedatura di massa, classificare i cittadini in amici e nemici in base al loro pensiero è un pericolo perla libertà», le fa eco la fidata Chiara Braga dai banchi del Parlamento. «Sono profondamente colpito dalla campagna di censura che vorrebbe portare avanti la sinistra nei confronti dei ragazzini nelle scuole. Leggo polemiche incredibili perché i rappresentanti degli studenti chiedono ai professori di essere corretti in classe», replica il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.
Siamo alle solite: quelli di destra sono fascisti anche in culla, accusa la sinistra. No, sono ragazzi e gli autoritari siete voi che, non riuscendo a indottrinargli, volete tappargli la bocca, replicano da via della Scrofa. La pietra dello scandalo è il questionario, con tanto di QR code, che Azione Studentesca, il movimento giovanile della destra, ha diffuso nelle scuole invitando gli studenti a segnalare gli insegnanti di sinistra. Contro di esso si è sollevata, per una volta unita, l’intera sinistra, con tanto di denuncia già presentata alle autorità competenti.






