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Le accuse mosse da Corona contro Gerry Scotti hanno scatenato la dura reazione di molte Letterine, che si sono schierate in difesa del conduttore

Dopo le illazioni mosse da Fabrizio Corona contro Gerry Scotti, accusato di avere avuto rapporti sessuali con tutte le Letterine del suo vecchio programma "Passaparola" - andato in onda nei primi anni 2000 - è arrivata la dura reazione di alcune ex vallette di Scotti. Tirate in causa dall'ex re dei paparazzi - che avrebbe provato a contattare per farle parlare nel suo format Falsissimo - molte delle ex Letterine hanno rilasciato dichiarazioni in merito alla vicenda, difendendo Scotti e smentendo le dichiarazioni diffamanti di Corona sul conduttore de "La ruota della fortuna". Tra le Letterine più famose, che hanno fatto la storia del programma, c'è Ludmilla Radchenko, che è stata tra le prime a parlare in difesa di Scotti.

L'artista russa da anni, ormai, è uscita dal mondo dello spettacolo per dedicarsi all'arte e alla pittura, ma dal 2002 al 2003 è stata una delle Letterine di Gerry Scotti. Proprio lei, tirata in ballo dai fan, ha deciso di parlare per prima in difesa del conduttore. "Mi sento di dover difendere la mia reputazione. Per ciò che riguarda le mie colleghe e soprattutto Gerry Scotti posso confermare che non ho né visto né vissuto nulla di ciò che accusa Fabrizio Corona", ha detto Ludmilla Radchenko in un video pubblicato sulla sua pagina Instagram. "Vi posso confermare che la situazione e l'atmosfera vissuta durante la mia esperienza di Passaparola era pulita. Gerry per me ha sempre rappresentato quell'immagine sana, da grandissimo professionista e Uomo super rispettoso e rispettato nell'ambiente. Era il nostro Mito e così rimane per me", ha proseguito, punzecchiando poi Corona: "Curioso, che Corona si scagli contro il sistema malato, di cui lui stesso ne ha fatto parte, ma questo non significa che bisogna portare tutti allo stesso piano. Il destino mi ha portato fuori da questo mondo e il tempo mi ha dato ragione. Posso parlare liberamente attraverso la mia arte, perché non ho mai cercato le scorciatoie né allora né nel futuro".