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Le polemiche sulla sparatoria di Milano in cui ha perso la vita un 28enne straniero che aveva puntato l'arma contro la polizia non si fermano
Il caso di Rogoredo continua a tenere banco nel dibattito pubblico, soprattutto perché l'agente che ha sparato contro lo straniero, uccidendolo, è attualmente indagato per omicidio volontario. Un capo d'accusa forte, quasi inedito per casi come questi dove, il più delle volte, si procede per altre ipotesi di reato, come l'eccesso colposo di legittima difesa. "Un agente non può essere automaticamente iscritto nel registro degli indagati se si difende facendo il suo lavoro. E ritengo i veramente ingenerosa, gratuita, eccessiva, l'iscrizione per omicidio volontario di un agente che ha reagito, peraltro di notte, nel bosco della droga, a decine di metri di distanza, sparando un solo colpo. Più legittima difesa di così?", ha dichiarato il ministro Matteo Salvini.
Nel corso della puntata di ieri di Dritto e Rovescio questo è stato uno degli argomenti principali, con diversi punti di vista che si sono confrontati su posizioni talvolta diametralmente opposte. "Quando uno viene ammazzato, per quanti reati possa aver commesso, è comunque un fallimento. E una persona di 28 anni che muore non si può applaudire, gioire", ha dichiarato Tommaso Cacciari, nipote di Massimo e figlio di Paolo, attivista d'area radicale. Ma Cacciari andata quando implicitamente dice che qualcuno ha applaudito o gioito, perché non c'è stato alcun sentimento di questo tipo ma, al massimo, c'è stato chi ha sottolineato che se si punta una pistola contro un agente di polizia, per quanto questa possa essere finta, le conseguenze possono arrivare. Soprattutto di notte, soprattutto quando l'arma è una riproduzione di una pistola vera alla quale è stato rimosso il tappino rosso.






