Il deficit commerciale statunitense di beni e servizi è risalito a 56,8 miliardi di dollari a novembre, con un aumento del 95% rispetto al mese precedente, a causa delle forti fluttuazioni commerciali provocate dai dazi imposti dal presidente Trump.
Lo scrive il New York Times citando i dati del Dipartimento del Commercio pubblicati oggi.
Le esportazioni sono diminuite del 3,6% nel mese, attestandosi a 292,1 miliardi di dollari, a causa del calo delle spedizioni di oro, prodotti farmaceutici, beni di consumo e petrolio greggio.
Le importazioni sono aumentate del 5% a novembre, raggiungendo i 348,9 miliardi di dollari, a seguito dell'acquisto da parte degli americani di prodotti farmaceutici esteri e di attrezzature per i nuovi data center.
Questa combinazione ha fatto aumentare il deficit commerciale mensile, ovvero il divario tra le importazioni e le esportazioni degli Stati Uniti. I dati riflettono l'intensa volatilità derivante dalla decisione del presidente di imporre dazi elevati sulle importazioni nell'ultimo anno. Il deficit commerciale era diminuito significativamente nei mesi precedenti, apparentemente raggiungendo un obiettivo importante per Trump, che considera questo indicatore un segno di debolezza economica.








