Lo spettacolo, malinconico, a Roma è andato in scena tra le vicinanze di via del Nazareno – dove c’è la sede del Pd – e la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato, dove Giuseppe Conte ha occhieggiato ai movimenti pro-Pal perfino nel Giorno della Memoria. I militanti invece, quelli senza pochette, dicevamo che si erano dati appuntamento davanti al quartier generale democratico, manifestazione vietata dalla questura, e sono stati fermati dalle forze dell’ordina tra via della Stamperia e piazza San Silvestro. I perdigiorno hanno usato la scusa del “disegno di legge Delrio”, quello contro l’antisemitismo – contestato da Elly e i suoi i quali hanno presentato un ddl diverso – per dare un senso al pomeriggio. E però il gruppetto è stato contenuto senza troppi problemi. I venti pasdaran sono stati intercettati, identificati, e gli agenti li hanno invitati ad allontanarsi. All’inizio i pro-Pal hanno provato comunque a raggiungere la sede del Pd. Alla fine sono stati accompagnati in via del Tritone e segnalati all’autorità giudiziaria per manifestazione non autorizzata. Sono tornati a casa con la kefiah nel sacco, ma alla vigilia erano dei leoni: «Nessun passo indietro, il nostro presidio è confermato», avevano tuonato sui social, «gli unici che devono indietreggiare sono i ddl che vogliono criminalizzare la solidarietà con la Palestina. La nostra memoria è buona e quando si dice “mai più” intendiamo “basta genocidio del popolo palestinese e basta complicità con lo stato sionista”». È finita coi quattro amici al bar.
Giuseppe Conte sfregia la giornata della Memoria: il gesto in Senato | Libero Quotidiano.it
Lo spettacolo, malinconico, a Roma è andato in scena tra le vicinanze di via del Nazareno – dove c’è la sede del Pd – e la sala Zucc...









