L’obiettivo è chiaro: imprimere un’accelerazione alla capacità di esecuzione del gruppo che, con l’aggiornamento del piano industriale presentato lo scorso marzo, punta a investire 17,7 miliardi di euro in cinque anni, con un aumento di 1,2 miliardi di euro (+7%) nello stesso arco temporale del precedente piano. Non è un caso, quindi, che Terna abbia reso possibile l’entrata in esercizio di infrastrutture di sviluppo per circa 800 milioni di euro prima dell’inizio dell’anno in corso, confermando il suo impegno a supporto del percorso di transizione energetica del Paese.
Di Foggia: è la conferma della nostra capacità di esecuzione
«Le opere di Terna entrate in esercizio dal 2023 ad oggi, per oltre due miliardi di euro di investimenti, rendono la trasmissione dell’energia più sicura e la rete più flessibile - è il commento della ceo di Terna, Giuseppina Di Foggia -. Il collegamento sottomarino con l’isola d’Elba, il potenziamento della rete elettrica siciliana, le nuove interconnessioni con l’Austria e la Francia: infrastrutture sostenibili che rafforzano la rete e permettono di integrare nuova energia rinnovabile». La numero uno del gruppo ricorda altresì che, nello stesso periodo, «sono stati autorizzati oltre 80 progetti, per un valore record superiore ai sei miliardi di euro. Le principali opere sono già in fase di realizzazione: grandi infrastrutture che uniscono il Paese ed incrementano l’efficienza della rete, rendendola in grado di gestire meglio i picchi di domanda e di trasportare energia dai punti di generazione alle aree con maggiore consumo. È la conferma della nostra capacità di esecuzione. E continueremo così: per garantire all’Italia un sistema elettrico più affidabile e pronto per le sfide del futuro».






