Il tempo per sedersi al tavolo e fare un accordo sul nucleare "sta per scadere" e "il prossimo attacco sarà molto peggio" di quello di giugno, quando gli Usa bombardarono i siti nucleari iraniani.

Donald Trump rilancia su Truth la sua minaccia a Teheran mentre gli Stati Uniti mettono insieme in Medio Oriente un'enorme potenza di fuoco.

"Una massiccia Armada - ha avvisato il commander in chief - si sta dirigendo verso l'Iran. Si sta muovendo rapidamente, con grande potenza, entusiasmo e determinazione. È una flotta più grande, guidata dalla grande portaerei Abraham Lincoln, rispetto a quella inviata in Venezuela". E "come con il Venezuela, è pronta, disposta e capace di adempiere rapidamente alla sua missione, con velocità e violenza, se necessario", ha messo in guardia il tycoon, augurandosi che l'Iran presto "si sieda al tavolo" e "negozi un accordo giusto ed equo — nessuna arma nucleare — uno che sia vantaggioso per tutte le parti".

In un'audizione al Senato, il segretario di Stato Marco Rubio è sembrato più prudente, spiegando che "quello che state vedendo ora è la capacità di posizionare risorse in Medio Oriente per difenderci da quella che potrebbe essere una minaccia iraniana contro il nostro personale". Quindi una mossa per autodifesa. Ma ha assicurato che "l'Iran è più debole che mai", incapace di affrontare una "economia al collasso", ossia la radice delle proteste che a suo avviso torneranno a divampare in futuro, dopo l'uccisione di "migliaia di persone".