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Ultimo aggiornamento: 17:11
Forse ispirati dal pensatore che regge dalla Farnesina le precarie sorti della politica estera italiana, i vertici del Cnr hanno deciso di eliminare l’Istituto di studi giuridici internazionali, che pure vanta quarant’anni di proficua esistenza segnati dallo svolgimento di vari importanti ricerche sulla prassi italiana di diritto internazionale, i diritti umani, le migrazioni, le organizzazioni internazionali, l’ambiente e molti altri temi ancora.
Che farsene infatti di un diritto che vale, se vale, solo fino a un certo punto (su quale sia tale punto ho azzardato una mia spiegazione)? E che senso ha studiarlo, visto che si tratta di un oggetto scientificamente quantomai vago e indeterminato? Tanto varrebbe dedicarsi ad approfondire il sesso degli angeli o la natura dell’araba fenice. Visto anche e soprattutto che di soldi, almeno a parere di lorsignori, ne porta ben pochi, a fronte dei sostanziosi investimenti per la ricerca in materia bellica, che inondano di soldi tutti coloro che, compresi i ricercatori – stanchi di irricevibili utopie tipo pace, Nazioni Unite, diritti umani e simili – hanno scelto responsabilmente di occuparsi di armamenti e della guerra che prima o poi arriverà.







