«Per me troppo spesso, il racconto mediatico che riguarda le donne dello sport non è all’altezza delle loro imprese». Da donna, imprenditrice illuminata molto attenta alla parità di genere, appassionata di sport, Diana Bracco dice che le donne «ancora oggi, vengono giudicate per ciò che sono prima che per ciò che fanno. Il loro aspetto, la loro età, la loro vita privata ricevono più attenzione delle loro performance, delle loro strategie, dei loro risultati. Questo non è solo ingiusto: è un’occasione persa per tutta la società». A confermarlo sono i dati di una ricerca ideata dall’Osservatorio di Pavia e dall’associazione Gi.U.Li.A. Giornaliste, con il sostegno di Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, presentata ieri al Teatrino di Palazzo Visconti a Milano (sede della Fondazione Bracco), da cui emerge il crollo della copertura mediatica delle imprese sportive di donne, dopo le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Parigi del 2024.

La mostra che lega Milano e Verona, città di apertura e chiusura dei Giochi

Nel foyer del Teatrino una selezione di opere a tema di due artisti contemporanei, che abbelliranno gli spazi fino al termine dei Giochi olimpici di Milano Cortina, rimanda alla nuova tappa della mostra della Fondazione Bracco dedicata alle donne e allo sport. “Una vita per lo sport. Volti e conquiste delle #100esperte”, con i ritratti firmati da Gerald Bruneau di grandi campionesse, dopo essere stata esposta in Corso Vittorio Emanuele II a Milano, la città dell’inaugurazione dei Giochi, traslocherà dal 4 febbraio al 15 marzo, in Corso Porta Borsari a Verona, la città che ospiterà la chiusura dei Giochi. «Un’atleta raccontata per la sua forza, la sua intelligenza tattica, la sua determinazione, come riesce a fare Bruneau, e come auspichiamo avvenga sempre più nei media, veicola un messaggio ispirazionale e inclusivo che fa capire a tutti, a iniziare dalle bambine, che il talento conta più di tutto il resto - afferma Diana Bracco -. La rappresentazione mediatica non è mai neutra: crea modelli, influenza l’immaginario collettivo, orienta le aspirazioni delle nuove generazioni. Il valore di queste biografie è inestimabile: lasciamoci ispirare».