“Per cambiare la Costituzione serve tempo, è scritto nella Costituzione stessa. L’ho detto pure agli avvocati dello Stato: “Dovreste unirvi a noi e chiedere al governo di ripensarci”. Veramente non possono aspettare tre mesi? Nel 2006 ha aspettato pure Berlusconi, mica Stalin”. Pietro Adami è l’avvocato che ha presentato – insieme al collega Carlo Contaldi La Grotteria – il ricorso al Tar per i 15 giuristi promotori della raccolta firme per il referendum sulla riforma Nordio. Un atto in cui si chiede la sospensione della delibera del Consiglio dei ministri che ha fissato il voto al 22 e 23 marzo, mentre la raccolta era ancora in corso, violando l’interpretazione – sempre rispettata nella storia repubblicana – in base alla quale non si possono convocare le urne prima dei tre mesi dalla pubblicazione della legge, cioè il termine a disposizione per l’iniziativa popolare. Martedì la questione è stata discussa in udienza a porte chiuse: il verdetto arriverà entro pochi giorni. La partita è difficile, ma Adami non si dà per sconfitto: “I giudici sono consapevoli dell’importanza della questione e del fatto che dalla loro decisione di oggi dipenderà anche il futuro. Credo che ci rifletteranno bene”.
Referendum, l'avvocato dei 15 giuristi: "Al Tar si può vincere, il governo rischia. Persino Berlusconi aspettò i tre mesi"
Pietro Adami ha discusso il ricorso dei promotori della raccolta firme: "I giudici sono consapevoli dell'importanza della questione, potrebbero rivolgersi alla Consulta"








