«In merito alle recenti sospensioni del servizio, desideriamo informare la cittadinanza che le interruzioni sono imputabili al tentativo di intrusione da parte di terzi nei locali di esercizio della metropolitana. La forzatura delle porte di banchina comporta, per motivi di sicurezza, la sospensione del servizio». Ripetuti stop alla linea Il Gruppo Torinese Trasporti spiega così ai torinesi i ripetuti stop della Linea 1 avvenuti negli ultimi giorni. La metro si è fermata una volta sabato, alle 14,53, e due volte domenica, alle 11,36 e alle 15,04. Questi gli episodi nel mirino di Gtt. E in questi casi il motivo sarebbe da imputare non a una cattiva gestione, alla manutenzione che non c’è o a quella riduce gli orari del servizio. Bensì a persone che «forzano» le porte della banchina. Motivo? Raggiungere i treni della Linea 1 nel deposito vicino alla fermata Marconi - lì risultano i tre tentativi di forzatura delle porte della banchina direzione Bengasi - e imbrattarli. In Gtt ne sono sicuri, tanto che per questo motivo è arrivato, ieri, un esposto in Procura firmato dall’amministratore Guido Mulè.

Tre blitz nel week end A scatenare la reazione di Gtt sono gli ultimi tre blitz arrivati nel week end. «Si segnalano alla vostra attenzione tre possibili tentativi di forzatura delle porte di banchina», si legge nell’esposto: «da tale area si potrebbe accedere al “Parcheggio Marconi” dove sono ricoverati dei treni Val con cui è gestito il servizio della metropolitana». Quello che circola è più di un sospetto, insomma. E la richiesta è quella di ricevere un aiuto. L’esposto in Procura Il fenomeno è realtà da anni, assicurano dall’azienda. Ma gli ultimi tre tentativi hanno scatenato la reazione di Gtt. Anche perché l’ad Mulè ha un preciso compito assegnatogli dal sindaco Stefano Lo Russo: ridurre al minimo i disagi, frequenti, degli utenti di metro e bus. E nello stesso esposto depositato in Procura si spiega: «I tentativi di forzare le porte di banchina della metropolitana comportano azioni che attivano e automaticamente i protocolli che comportano, per motivi di sicurezza, la sospensione del servizio». È colpa dei writers, insomma? «Tali comportamenti criminosi - aggiunge Gtt - vanificano, almeno in parte, le attentissime e costanti azioni manutentive e di sorveglianza poste in essere da Gtt a tutela del corretto funzionamento della Metropolitana e della assoluta sicurezza dei clienti che la utilizzano». Nel documento si parla anche di «danno reputazionale causato a Gtt e alla Città di Torino». E l’azienda si riserva fin d’ora il diritto di azioni legali per «ottenere il risarcimento» del danno procurato da chi forza le porte della banchina. Gli errori dei passeggeri Un comportamento, in realtà, che riguarda anche i singoli utenti che a volte intralciano la normale chiusura delle porte perché il treno è pieno o perché tentano di salire all’ultimo sul mezzo automatico. Non essendoci l’autista, spiegano da Gtt, ogni volta parte il protocollo di sicurezza che prevede la sospensione del servizio. Solo in caso di controllo umano sul posto, la metro riceve subito il via libera a ripartire. Ma il vero problema, per il Gruppo Torinese Trasporti, è fermare i tentativi di chi vuole intrufolarsi nei tunnel forzando le porte ella fermata Marconi e raggiungere il deposito per imbrattare i treni, mettendo a rischio la propria incolumità e quella dei viaggiatori della metro. .