Il nuovo partito di Roberto Vannacci ha finalmente un nome: Futuro Nazionale. E anche un simbolo, depositato il 24 gennaio scorso all’ufficio elettorale del Viminale: sfondo blu, un’ala tricolore al centro che ricorda una fiamma, e la scelta del carattere per la scritta del partito che tradisce una mal celata fascinazione per i tempi del Ventennio.

«È solo un simbolo, come quello del “Mondo al contrario” e di “Generazione Decima”», dice Vannacci. Eppure, si legge negli atti con cui è stato registrato al ministero dell’Interno, il simbolo verrà utilizzato su «manifesti pubblicitari, depliant, libri manifesto, insegne pubblicitarie», ma anche per «servizi nell’ambito della politica», come «l’organizzazione di manifestazioni politiche, di riunioni politiche» e la «consulenza in materia di campagne politiche». Insomma, adesso è davvero tutto pronto per l’addio.

La domanda di registrazione è stata presentata il 24 gennaio all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, mentre la Lega era riunita in Abruzzo per un appuntamento politico delicato.

Proprio da lì Matteo Salvini ha lanciato un messaggio netto: «Fuori dalla Lega c’è il deserto», avvertendo che la storia del partito dimostra come chi se ne va «finisce nel nulla». Parole lette, dentro e fuori il Carroccio, anche alla luce delle tensioni parlamentari: almeno due deputati, Edoardo Ziello e Rossano Sasso, sono ormai considerati vicini alle posizioni di Vannacci dopo aver preso le distanze dalla linea ufficiale sulla risoluzione sull’Ucraina.