Il panorama dell’abbigliamento sportivo mondiale vive un mini terremoto geopolitico e finanziario: il gigante cinese Anta Sports ha annunciato ufficialmente l’acquisto del 29,06% di Puma dalla holding francese Artémis, controllata dalla famiglia Pinault. Con un’operazione da 1,5 miliardi di euro (35 euro per azione), il gruppo di Jinjiang diventa ufficialmente il maggiore azionista del brand tedesco, segnando il punto più alto di una parabola imprenditoriale iniziata poco più di trent’anni fa in una piccola officina di scarpe.
Una storia di “Passi Sicuri”
Fondata nel 1991 da Ding Shizhong, Anta (il cui nome in cinese significa “fare passi sicuri”) nasce nella provincia del Fujian come produttore per conto terzi. Mentre negli Anni Duemila il mondo indossava solo Nike e Adidas, che si facevano la guerra a suon di testimonial milionari (come Michael Jordan), Ding intuì che il vero salto non era produrre per altri, ma costruire un marchio proprio per la nascente classe media cinese.
La svolta arriva nel 1999, quando il gruppo investe gran parte del suo budget in una scommessa di marketing senza precedenti, ingaggiando il campione di ping pong Kong Linghui. Il successo è immediato: le vendite esplodono e Anta diventa un nome familiare in tutta la Cina.











