Aveva notato un aumento di peso, soprattutto nella zona addominale, e alcuni episodi di incontinenza urinaria. Sintomi che non l’avevano allarmata. È stato un controllo ginecologico di routine, al Ospedale Sant’Andrea di Roma, a far scattare il campanello d’allarme: il medico ha prescritto un’ecografia transvaginale e i marcatori tumorali, che hanno rivelato la presenza di un tumore ovarico di circa 30 centimetri.
Al Sant’Andrea, il primo trapianto al mondo di un’arteria polmonare su una paziente over 70
30 Ottobre 2025
La paziente è stata sottoposta a un intervento chirurgico in laparoscopia. «La nostra convinzione che non si trattasse di un carcinoma, poi confermata dall’esame istologico, ci ha consentito di ricorrere a una tecnica mininvasiva», spiega Aris Raad Besharat, il ginecologo che ha eseguito l’operazione. «Abbiamo utilizzato due accessi addominali da 5 millimetri e uno da 10. L’intervento è durato circa 40 minuti e la paziente è stata dimessa il giorno successivo».
Il tumore dell’ovaio resta una delle neoplasie femminili più complesse da diagnosticare e curare. «Fino a qualche anno fa era più frequente nelle donne oltre i 70 anni, ma oggi l’età media si è abbassata sensibilmente», osserva Donatella Caserta, direttrice della Ginecologia del Sant’Andrea. «Non sono rari i casi in donne giovani o comunque sotto i cinquant’anni».






