"L'oro ha superato i 5.000 dollari l'oncia, e con questo traguardo ha smesso di essere un semplice bene rifugio" non ha dubbi Diego Franzin, head of portfolio strategies di Plenisfer Investments SGR (nella foto) che indica come raggiunta tale soglia il metallo giallo stia per diventare l'indicatore di un cambiamento profondo nel sistema monetario e geoeconomico globale.
Non reagisce al presente, ma anticipa il futuro.
“Il quadro macroeconomico è noto, ma ciò che sta cambiando è la lettura che il mercato ne offre. L'accumulo di debito pubblico e la gestione sempre più complessa della normalizzazione monetaria stanno ridefinendo le aspettative di lungo periodo. L'oro intercetta questo cambiamento prima che diventi manifesto altrove” spiega l'esperto della boutique di investimento della galassia Generali.
E in tale contesto - secondo Franzin - va interpretata l'azione delle banche centrali. “L'accumulo di oro non risponde all'urgenza del momento, ma alla necessità strategica di ridurre l'esposizione a valute sempre più soggette a pressioni politiche e strumentalizzazione geopolitica. L'oro, a differenza delle riserve finanziarie tradizionali, non può essere congelato, né diluito, né condizionato da decisioni discrezionali”.










