VICENZA - «Pronto, sono l'ingegner Menegon. Sono in un bar ad Ancignano. Sto bene». Dopo 24 giorni termina il mistero legato alla scomparsa di Antonio Menegon, 78 anni, di Tezze sul Brenta, conosciuto come il "paladino" della lotta contro gli autovelox, perché con il suo esposto ha fatto scattare sequestri in tutta Italia.

Era scomparso il 2 gennaio scorso ma ieri sera si è rifatto vivo. E dunque non è morto e, anzi, gode di ottima salute. «Avevo solo bisogno di isolarmi un po'», ha detto ai carabinieri di Bassano del Grappa, che avevano diramato la nota di rintraccio con la sua foto e le sue generalità. La vicenda, comunque, non si chiude qua: gli investigatori vogliono sapere esattamente cos'è successo in questi 24 giorni e dove abbia trovato rifugio.

Erano stati i colleghi a sporgere denuncia il 3 gennaio scorso, presentandosi in caserma con la foto di Menegon e con tutti i dettagli sulla sua vita potenzialmente utili alle ricerche. Residenza a Tezze, studio a Rosà ma soprattutto il curriculum: l'ingegnere è considerato infatti il nemico giurato degli autovelox in Italia, essendo il perito che ha contribuito in modo decisivo a portare la Procura di Cosenza ai sequestri di numerose apparecchiature sul territorio nazionale.