Temperature a - 30 gradi, le prime vittime, migliaia di voli cancellati, città paralizzate da neve e tempeste e oltre 1 milione di persone senza elettricità. In queste ore, e si andrà avanti almeno fino a giovedì, gli Stati Uniti stanno sperimentando una ondata di freddo molto intensa che sta sconvolgendo almeno una ventina di stati.

L’evento sarà potente ma breve, prevedono gli esperti, e si crede sia collegato anche a un indebolimento del vortice polare. Proprio i cambiamenti del vortice - che in alcuni casi potrebbero essere influenzati dalla crisi climatica - secondo alcuni ricercatori tenderanno nell’emisfero settentrionale non solo a portare più freddo sugli Usa, ma anche in Europa a febbraio. Per capire cosa sta accadendo bisogna però partire dalla comprensione del fenomeno.

L'indebolimento del vortice polare

Il vortice polare è un grande sistema dinamico di bassa pressione che staziona in maniera semi permanente sopra il polo nord: intrappola aria fredda mentre circonda la regione artica e interagisce sia con la stratosfera (più in alto) sia con la troposfera (più in basso). Solitamente le sue dinamiche cambiano con le stagioni: in inverno è più forte e in estate più debole. In condizioni “classiche” mantiene l’aria fredda confinata ai poli ma quando si indebolisce e si "allunga", consente alle masse d’aria fredda di riversarsi verso sud, come nel Nord America.