Torna Che tempo che fa, sul Nove, dopo la lunga pausa natalizia e la puntata speciale dedicata alla indimenticabile Ornella Vanoni. E torna, puntuale, lo spazio della indignazione.

Ospite di Fabio Fazio, come sempre, c'è Massimo Giannini. E la firma di Repubblica spara a zero contro Donald Trump per colpire, più in generale, la destra e la stessa premier italiana Giorgia Meloni. La politica estera usata come una clava morale contro il governo.

"Quando, con quella parata propagandistica ed essenzialmente televisiva, Trump ha fatto firmare ai capi di Stato del Golfo la pace di Sharm El Sheikh, già lì si capiva che due popoli, due Stati non ci sarebbero mai stati - premette Giannini -. Cosa ci sarebbe stato e cosa rischia di esserci? Gli affari. Quello che vale per gli Stati Uniti, poi vale anche per il mondo".

"Per la prima volta noi assistiamo a un esperimento di potere che non avevamo mai visto, cioè la politica attraverso le elezioni, elezioni che stanno trasformando l'America da democrazia ad autocrazia elettiva, si ibrida con il turbocapitalismo digitale dei signori della Silicon Valley, a partire da Elon Musk e tutti gli altri, e insieme creano appunto il comitato d'affari che può gestire, in virtù di una logica e di un combinato che oggi diremo militare, industriale e digitale, tutti i problemi del pianeta, quelli degli Stati Uniti e il resto".