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L’esecutivo cancella la storica volubilità dell’elettorato. L’erosione del consenso per i partiti al potere non c’è più
È un fenomeno senza precedenti nella storia politica recente. Dopo oltre tre anni dall’insediamento del governo guidato da Giorgia Meloni, il quadro del consenso appare sostanzialmente immutato. Al netto delle fisiologiche oscillazioni mensili, i sondaggi restituiscono un’immagine cristallizzata: i rapporti di forza tra i partiti, così come tra le aree politiche, restano sorprendentemente stabili. Un andamento inusuale per il contesto italiano, tradizionalmente segnato dalla volubilità degli elettori, da rapide inversioni di tendenza e da un progressivo logoramento dei governi in carica.
Se nella scorsa legislatura, dopo 3 anni e mezzo, FdI, Lega e Pd erano appaiati nei sondaggi con i Cinquestelle attorno al 15%, con robuste modifiche rispetto al risultato delle Politiche del marzo 2018, oggi è tutto diverso. Fratelli d’Italia oscilla da 3 anni (da gennaio 2023) tra il 29 e il 31%. Inoltre i travasi di consenso restano sostanzialmente interni alle coalizioni. Una stabilità senza precedenti, insomma. E la prova che l’elettorato non vede nel centrosinistra una alternativa possibile al governo Meloni.






