Il mondo ProPal si schiera in favore di Mohammad Hannoun e degli altri arrestati nell’operazione Domino di Digos e Finanza scattata il 27 dicembre scorso. Da un lato c’è la procura di Genova che ritiene li ritiene i responsabili della «cellula italiana» che finanziava Hamas. Dall’altro la galassia islamista del nostro Paese che mette in piedi un «Comitato nazionale per la liberazione di Hannoun e degli altri palestinesi arrestati». Probabilmente si devono essere sentiti incoraggiati dopo che lo scorso 19 gennaio il Riesame ha scarcerato tre dei sette indagati. Attualmente, oltre ad Hannoun, sono detenuti Yasser Mohamed Rmdan Elasaly, Riyad Adbelrahim Albustanji e Raed Mousa Dawoud. È partita la raccolta firme e ci sono già le prime sottoscrizioni. A promuoverla, sui social, è Roberto Hamza Piccardo, uno dei cofondatori dell’Ucoii e uno dei volti più importanti dell’Islam a livello non solo italiano ma anche internazionale. Tra i firmatari compaiono personaggi come l’attore e regista Moni Ovadia e lo storico e comunista di ferro Angelo D’Orsi, ma anche politici, come Marco Cacciatore (ex consigliere regionale del Lazio del M5S) e Bianca Laura Granato (ex senatrice sempre dei 5 Stelle).
Hannoun&Co, ci mancava il comitato per liberarli. Tra Ovadia, D'Orsi, l'Anpi e la rete islamica italiana
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