Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Un C-130 si schianta cinque minuti dopo il decollo, a pochi chilometri da Pisa. A bordo ci sono giovani allievi, tra i 19 e i 20 anni, al loro primo volo. Nessuno sarà mai condannato per la tragedia
Quarantaquattro bare perfettamente allineate, tutte avvolte nella bandiera tricolore. Intorno, un silenzio quasi mistico, nonostante le 20mila persone presenti. Si tratta di funerali di Stato celebrati il 5 marzo del 1977, alla presenza del presidente della Repubblica Giovanni Leone, nel piazzale dell’Accademia navale di Livorno. Dentro quei feretri, tra gli altri, ci sono i corpi di 38 giovani cadetti della prima classe del corso “Invicti”. Fra i 19 e 20 anni, quasi tutti al primo volo, hanno perso la vita due giorni prima, alle ore 15,10 circa, dopo essere decollati dall’aeroporto di Pisa‑San Giusto, schiantandosi sulle pedici del Monte Serra, in località Prato a Ceragiola. A bordo del velivolo, un Lockheed C‑130H Hercules, chiamato “Vega 10”, della Aeronautica Militare Italiana, anche il tenente di Vascello Emilio Attramini e cinque membri dell’equipaggio.






