E tre: il rinvio dei rincari delle multe stradali entrato in vigore a Capodanno con l’ultimo decreto Milleproroghe (Dl 200/2025) e valido per tutto il 2026 è il terzo consecutivo. E potrebbe essere il sintomo di un imbarazzo della politica nell’applicare l’adeguamento delle sanzioni del Codice della strada all’inflazione, che dal 1993 l’articolo 195 (comma 3) del Codice stesso impone di eseguire ogni due anni. Così gli importi che saranno in vigore anche nel 2026 sono gli stessi originariamente destinati a valere per il biennio 2021-2022 e, di proroga in proroga, si è arrivati ad accumulare un rincaro del 17,5% (di tanto è salito dal 2021 l’indice Istat dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati, che l’articolo 195 prende come riferimento).
Conto sempre più salato
In altre parole, se alla fine di quest’anno si lasciasse semplicemente scadere la proroga che è entrata in vigore adesso, in un solo colpo gli importi saliranno di circa il 20%: a quel 17,5% andrebbe aggiunta l’inflazione che nel frattempo si sarà registrata nel corso del 2026. Un effetto inevitabile, ma che rischia di suonare paradossale se si pensa che la sospensione dei rincari fu decisa per non far gravare sulle tasche degli italiani (messe a dura prova dalla crisi dovuta alla pandemia e da allora in attesa di un’adeguata crescita dell’economia) gli effetti di un’inflazione che verso la fine dell’emergenza Covid era tornata a due cifre.







