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24 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:35

Un viaggio psicologico nel tennis, una nuova prova di maturità e un’impresa. Risultato: tre italiani agli ottavi di finale dell’Australian Open per la prima volta nella storia. Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Luciano Darderi non si fermano e proseguono la loro avventura a Melbourne superando rispettivamente Eliot Spizzirri, Tomas Machac e Karen Khachanov. Tre partite diverse ma con un unico comune denominatore: la testa.

Quella che Sinner ha fatto sua per 4-6 6-3 6-4 6-4 è stata una partita che ha mostrato tutto l’impatto della componente mentale nel tennis. Si è passati dalla paura di perdere dell’altoatesino a quella di vincere di Spizzirri. Falloso, poco incisivo e condizionato dal caldo asfissiante, l’inizio di Sinner ha consentito allo statunitense di prendere fiducia, entrare in modalità “niente da perdere”. Il primo set perso dall’altoatesino dopo una striscia di 27 parziali vinti consecutivi nasce da questi presupposti. Una novità che anticipa i crampi nel terzo set, quando è cominciata un’altra partita. È a quel punto che è venuta fuori tutta la forza della mentalità di Sinner. L’azzurro zoppica, quasi non si muove, prende time violation e subisce il break; eppure gestisce la situazione, prova a ragionare e alla fine trova lo stesso la strada per rimontare e vincere. Il tutto aiutato da uno Spizzirri in totale balia degli eventi e da un pizzico di fortuna dovuto allo stop per la chiusura del tetto. Un piccolo capolavoro di resistenza difficilmente dimenticabile.