NOVENTA PADOVANA (PADOVA) - Dopo il furgone sospetto che si muoveva vicino alle scuole di Selvazzano, e dopo il tentato rapimento di un bebè di appena sei mesi al Centro Giotto di Padova, ecco un altro giallo, questa volta a Noventa Padovana.
Secondo quanto appreso, giovedì mattina al momento della chiusura delle lezioni alla scuola elementare Anna Frank, un uomo si sarebbe avvicinato ad un bambino riferendogli di salire perché era d'accordo con sua madre. Il giovane avrebbe rifiutato l'invito tornando regolarmente a casa con il bus. La vicenda, che al momento non è suffragata da alcuna denuncia, è partita dopo che la madre ha fatto girare in più chat un messaggio dal tenore piuttosto allarmante: «Buonasera – si legge nella nota – il mio bambino più grande è stato avvicinato da questa persona, l'ha fermato dicendogli che la mamma aveva detto che doveva andare con lui. Meno male che non ci ha creduto ed salito subito sul bus. Farò segnalazione alla scuola, alla polizia e al Comune».
Ieri mattina i carabinieri della locale stazione, già al corrente dei fatti, avrebbero cominciato le opportune verifiche mediante il sistema di videosorveglianza comunale. Le informazioni sono secretate, tuttavia chi avrebbe fermato il bambino sarebbe stato già identificato. Detto questo, vista la giovane età dell'alunno, verranno effettuate tutte le verifiche del caso in maniera meticolosa per evitare di addossare responsabilità ad una persona che potrebbe essere passata da scuola senza di fatto avere alcuna brutta intenzione. Prova ne sia che al momento il genitore non avrebbe formalizzato alcuna denuncia. I familiari del bambino sono andati in caserma a Noventa per raccontare la vicenda e capire quale evoluzione potrebbe avere. La vicenda, che per molti aspetti ricorda quanto accaduto a Selvazzano nei giorni scorsi con genitori allarmati per la presenza di un uomo sospetto dentro un furgone di fronte alle scuole, è seguita con la massima attenzione dal sindaco di Noventa Marcello Bano. Ieri, in una nota sintetica, il sindaco ha riferito che «al momento non è chiaro l'accaduto, per cui non posso commentare fatti non confermati, in merito ai quali invito a sentire le forze dell'ordine. Invito tutti alla massima responsabilità. Capisco le paure di chi è genitore, essendolo anch'io. La necessaria tutela dei minori, della loro sicurezza e della loro serenità impone a tutti noi la responsabilità di trattare la questione con estrema cautela, senza creare un clima da caccia alle streghe».






