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23 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:38
La rivoluzione del Napoli parte da Giovane. Nessun gioco di parole, questa volta, ma un’operazione conclusa che fa sorridere Conte e fa arrabbiare Sarri, sempre meno a suo agio da questa gestione del mercato della Lazio. Perché l’attaccante più che eclettico del Verona, brasiliano, giovane (con la g minuscola: ha 22 anni), capace di giocare sia da punta, sia da esterno, sia da trequartista, alla Lazio avrebbe fatto comodo. Ma il celeste della Capitale è stato superato da quello di Napoli, con un blitz davvero efficace di Manna, abile a muoversi in un complicatissimo mercato a saldo zero. Quello che De Laurentiis ha cercato di far sbloccare durante un’assemblea straordinaria di Lega ma per cui alcune società (Juve, Inter, Roma e Milan, di fatto, su tutte) gli hanno detto di no.
Un colpo non basso, ma comunque duro inferto dalle rivali alla lotta Champions e scudetto. A cui il Napoli ha risposto come meglio ha potuto. Prima, con le cessioni. Sono andati via Lucca e Lang, di fatto bocciati dopo sei mesi inconsistenti e non senza polemiche: il primo in prestito a 2 milioni con diritto di riscatto a 35 in favore del Nottingham Forest; il secondo al Galatasaray, per 2 milioni di prestito e 30 di riscatto. Poi, gli acquisti. Perché quei soldi incassati (e i relativi stipendi risparmiati) hanno rappresentato la liquidità perfetta per arrivare all’accordo con il Verona, con cui i rapporti sono ottimi (anni fa arrivò, anche se senza particolare successo, Ngonge): operazione a titolo definitivo per 20 milioni di euro complessivi tra parte fissa e bonus, ultimi dettagli da limare prima della partenza per Roma, dove farà le visite mediche a Villa Stuart, e le firme a Napoli, dove abbraccerà Conte.









