CONEGLIANO (TREVISO) - Uno studente di 18 anni è stato colpito da meningite. All'inizio il ragazzo, che è residente nella zona di Oderzo ma che frequenta una scuola superiore di Conegliano, aveva lamentato un po' di mal di gola. Poi però la febbre è schizzata sempre più in alto. La corsa in ospedale, e le seguenti analisi, hanno confermato la diagnosi più temuta: meningite da meningococco di tipo B. Una forma contagiosa. Il ragazzo è stato subito ricoverato in condizioni serie. E parallelamente l'Usl della Marca ha attivato la profilassi per proteggere da eventuali contagi 30 persone che avevano avuto con lui dei contatti prolungati: i familiari e i compagni di classe. Una misura di prevenzione, questa ultima, già portata a termine dal servizio Igiene e sanità pubblica dell'azienda sanitaria trevigiana. In questi casi i contagi possono avvenire attraverso le goccioline di saliva. L'attenzione resterà alta per almeno dieci giorni, periodo di incubazione della malattia. Solamente dopo questo periodo potrà essere definitivamente escluso lo spauracchio di nuovi contagi o di un'epidemia.
Il 18enne aveva iniziato a sentirsi male la settimana scorsa. Non sembrava niente di troppo grave. Tanto più alla luce del fatto che i malanni di stagione, dall'influenza ai raffreddori, sono ancora molti nella Marca. Proprio il temporaneo abbassamento delle difese immunitarie, però, potrebbe aver favorito la penetrazione del meningococco (tra il 4 e il 7% dei cittadini è portatore sano) portandolo a causare l'infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello, moltiplicandosi all'altezza delle meningi.






