VENEZIA - Come si parla a Rai Ladinia? In ladino. Ma per una intervista nella propria lingua la sciatrice delle Fiamme Gialle Nicol Delago è stata massacrata dai "leoni da tastiera": commenti sarcastici, offese, frasi discriminatorie. "Brava ma parla italiano". "Italia paga tutto... e non sanno parlare italiano???". "Parla Italiano Crucca".

La bufera social si è scatenata dopo l'intervista che la trentenne originaria di Selva Val Gardena, in provincia di Bolzano, ha rilasciato dopo la sua prima vittoria in Coppa del Mondo a Tarvisio. A intervistarla è stata Rai Ladinia, la struttura della sede Rai di Bolzano deputata a produrre e trasmettere programmi radiotelevisivi in lingua ladina sul territorio dell'Alto Adige, della Val di Fassa e - tramite impianti privati - delle valli ladine di Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia. Ma per quell'intervista in ladino, Delago è finita nel mirino dei soliti leoni da tastiera.

Sulla vicenda è intervenuto il movimento autonomista valdostano Union Valdôtaine: «Attaccare una persona per l'uso della propria lingua madre costituisce non solo un profondo malinteso della storia e delle istituzioni della Repubblica, ma anche una sottovalutazione del valore costituzionale delle minoranze linguistiche. I ladini, proprio come i valdostani, sono e resteranno fieri della lingua che considerano la loro lingua madre, eredità viva delle loro comunità. Questa lingua non è un segno di chiusura, ma un elemento fondamentale di identità, coesione e ricchezza culturale. È comprensibile che chi non vive nelle terre montane abbia difficoltà a coglierne appieno le specifiche; tuttavia queste specifiche meritano rispetto e protezione, non semplificazione o stigmatizzazione. L'Union Valdôtaine esprime piena solidarietà a Nicol Delago e riafferma con convinzione che le nostre montagne raccontano chi siamo, la nostra storia e le nostre comunità. Parlano di noi e parlano le nostre lingue».